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Giovanni Francesco Secchi de Casali

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Siamo a New York nel 1849. Un giovane italiano decide di fondare un giornale dedicato agli emigrati del suo paese. Lo intitola “L’Eco d’Italia”, un foglio che, per decenni, rimarrà l’unico giornale italiano stampato e diffuso nell’America del Nord. Quel giovane, che ha da poco fondato anche una colonia agricola di connazionali nel Vineland (New Jersey), si chiama Giovanni Francesco Secchi de Casali. Ha avuto l’idea geniale di fondare un periodico, ancor oggi fonte importantissima per lo studio della storia degli emigrati italiani nel periodo 1850-1880.

Quel giovane italiano viene da Piacenza. Cresciuto nel quartiere popolare di San’Agnese, chierichetto del parroco della Gariverta, un bel giorno «diceva addio per sempre al vecchio continente e, confidatosi al mare, in capo a poche settimane sbarcava agli Stati Uniti colla borsa pressoché vuota di denaro, ma con il cuore pieno di speranze. (…) Oggi [1884] l’antico chierichetto dalle gambe di ragno e dal mantello spelato che tutte le mattine, prima della scuola, serviva la messa al vecchio prevosto Botti, parroco della Gariverta e rettore del seminario che in compenso gli regalava ogni domenica un buttalà, è uomo d’importanza principalissima nella maggiore città delle Americhe, trovasi a capo d’una colonia da esso istituita e il suo patrimonio di chiama milione. [Giovanni Bianchi, Secchi de Casali, in “Strenna Piacentina” anno X, 1884, Piacenza, Solari, pp. 166-169].
La storia di Secchi de Casali e della sua avventura americana è davvero molto importante per la storia del giornalismo italo-americano. Ed è estremamente significativa dello spirito che animò anche gli emigrati piacentini, i quali trovarono nei vari paesi d’emigrazione, sia pure tra mille difficoltà, una loro specificità, dagli orafi ambulanti della Val Nure ai suonatori d’organetto di Morfasso.

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