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Storia di neve

Il destino è quello che ci capita in ogni secondo del tempo che viviamo. La gente cerca sempre di schivare le fatiche, vuole avere di più facendo di meno. Non è la regola: nella vita ci sono due elementi, uno è la fatica, l'altro il premio.

"Il destino è quello che ci capita in ogni secondo del tempo che viviamo. La gente cerca sempre di schivare le fatiche, vuole avere di più facendo di meno. Non è la regola: nella vita ci sono due elementi, uno è la fatica, l'altro il premio. È come una bilancia, non puoi mettere un grano di riso su un piatto e pretendere che sollevi l'altro dove c'è una pietra. Con il tempo non si scherza".

C'è chi non riesce a staccarsi da una pittorica della montagna tutta arcobaleni, idilli e amenità, e, invece, ci sono scrittori che nella mimesi delle arcane verità della montagna hanno saputo amabilmente utilizzare tutti i registri espressivi richiesti dalla narrazione. Appartiene di sicuro alla seconda scuola di pensiero Mauro Corona, spirito impregnato di quei distillati misteriosi che la montagna concede solo dopo lunghe, solitarie e appassionate frequentazioni. Capita allora che la vita vera di quegli uomini di lassù sia anche quella raccontata in Storia di Neve o che almeno lo sia stata in un tempo lontano, o che almeno lo sia stata in parte. L'alpinista-scultore Mauro Corona non è scrittore blando o di maniera. Il suo stile non è quello del conformismo di facciata o della retorica di costume. Al contrario, il modo di scrivere di Corona potrebbe puzzare di terrorismo culturale per i lettori delle collezioni di Harmony, per gli affamati del gossip televisivo o per i "dipendenti" dalle situation comedy. Il poeta Mauro Corona – da tempo al servizio della conservazione della tradizione culturale montanara – è un narratore minimamente pedante, spesso invece veramente commovente, avvincente in tante pagine e in altre addirittura luminoso. Tuttavia, pur di far sopravvivere le storie tante volte magiche di una montagna in via di estinzione, non esita ad arruolare nella trama una fantasia irriducibilmente anarchica: l'amore vero tra Neve e Valentino, la loro purezza di cuore, l'ideale di bellezza della natura, la schiettezza della coscienza dei paesani, degli artigiani, dei tagliaboschi e i bracconieri, l'umiltà e la saggezza dei poveri, il loro intuito, dono o grazia che supplisce all'incolpevole ignoranza, la generosità e la fede della gente semplice... e tanto altro.

Storia di neve di Mauro Corona, Mondadori 2008
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Davide - bibliotecario
#argomentodelmese

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