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I premi Nobel: 1901 - 2016

"Non è la quantità di neuroni che forma un buon cervello". (John Eccles, Nobel '68)

Il '900, che ha visto la nascita del premio Nobel, è stato il tempo dell'accelerazione, il momento preciso della storia che ha visto il maggior numero di cambiamenti. Un secolo che ha contrassegnato, nel bene e nel male, il concetto di modernità. Un tempo di attese, domande, ambizioni, scoperte, traguardi mai raggiunti prima, insieme a esperienze devastanti, genocidi, morte e distruzione. Eventi tutti innescati dal più grande degli interrogativi: fino a dove si potrà arrivare? Si può affermare che "Non c'è scienza senza ricerca ma non c'è conoscenza senza etica".
Alcune persone, tuttavia, hanno sublimato questa contrapposizione allargando i confini della conoscenza: il loro impegno, la loro dedizione, i loro sacrifici sono riusciti nel progetto di dare certezze all'umanità. Il Nobel, appunto, è il riconoscimento da quest'ultima loro tributato. Ma anche i premi Nobel sono probabilmente consapevoli che la scienza non potrà rispondere a tutti i "perchè" ma soltanto circoscrivere i "dove" e i "che cosa". Dovremmo ammettere cioè che non siamo neppure arrivati a fissare i parametri fondamentali delle nostre indagini: la realtà esterna è esaurientemente descritta dalla scienza oppure la descrizione è sempre il risultato di un'interpretazione più o meno aderente alle osservazioni? Le leggi deterministiche sono le sole scienze esatte oppure sono quelle probabilistiche a sfiorare, nella relatività delle cose, l'esattezza? Il mondo è meccanico oppure termodinamico? L'universo si riproduce senza fine? E che cos'è il tempo: un'illusione o una creazione? Si può piegare il destino per ricondurlo a ragione, modellarlo a piacimento per riscrivere lo sviluppo della vita? Domande forse inutili, incongrue, insensate, utopiche, distopiche. Senza risposta? E questa è materia per scienziati oppure soltanto per poeti, filosofi e teologi? Qualcosa di profondamente esatto l'ha intuito forse Blaise Pascal, un uomo che ne condivideva tutte e quattro le mentalità: l'esistenza umana e il suo destino finale sono una scommessa.
Alfred Nobel, probabilmente tormentato dal rimorso di aver inventato il più potente mezzo di distruzione allora conosciuto, immaginò un premio per chi avesse contribuito in maniera determinante al bene dell'umanità. Difendere il presente per proteggere il futuro, usare la tecnologia a beneficio dell'uomo e non per sacrificare il secondo alla prima. Poichè l'eterno mistero del mondo è la sua comprensibilità, l'uomo dovrà sempre fare i conti con malinconie, ossessioni, disperazioni e speranze: per questo sarà sempre condannato all'eterna ricerca della felicità. Eppure, di tale conclusione è vero anche il suo reciproco: l'eterno mistero dell'uomo è infine se stesso.

 

I premi Nobel: 1901-2016, Pietro Migliorini, Book Time edizioni 2016
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Davide - bibliotecario
#recensionedelmese

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