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Alla ricerca del Medioevo

Perchè, a fronte di tanti fermenti civici, l'età moderna è solita giudicare oscurantista il Medioevo?

Mille e non più Mille... l'Europa si affaccia al secondo millennio dell'era cristiana. É la fine dell'Alto Medioevo: sullo sfondo restano le vestigia dell'impero franco e, all'orizzonte, si profila la sfida di uno sviluppo economico e politico-sociale potenzialmente illimitati. A scontrarsi, d'ora in avanti, saranno due poteri alternativi: la Chiesa e l'Impero.
Il motivo del contrasto è la rivendicazione da parte della Chiesa di un'autonomia insindacabile, fondata sulla superiorità della propria missione spirituale (orientando l'umanità alla salvezza) ma anche materiale (orientando il pensiero collettivo alla verità), elevandosi perciò a sorgente unica della giustizia e, di conseguenza, anche della giurisdizione terrena. L'impero, d'altro canto, non è affatto disposto a cedere le prerogative di una leadership sovranazionale alquanto remunerativa trattenendo ad ogni costo il diritto di elezione dei vescovi-conti e, di conseguenza, anche quello su tutti i loro patrimoni.
Ma un'altra istituzione, di lì a non molto, segnerà la storia del medioevo europeo: il Comune. Già nel secolo seguente questo nuovo ente territoriale sarà chiamato a difendere la propria indipendenza contro l'origine giuridica di ogni potere temporale: il Sacro Romano Impero. Rispetto all'evo antico, però, la popolazione dell'Europa latina dell'Alto Medioevo è drasticamente diminuita. Le prime epidemie, le carestie, le invasioni e le guerre hanno decimato gli abitanti, ma un secolo dopo il livello demografico è in ripresa e continuerà ad aumentare fino a tutto il XIV secolo. Le città progrediscono perchè il cittadino non è subordinato ad un signore laico o ecclesiastico ma è libero, affrancato dai dettami feudali e dal sistema curtense. In Italia, però, non sono ancora borghesi e mercanti a costituire la classe capitaneale, ma i nobili. É invece soprattutto oltralpe che la classe mercantile si appresta a scalare il potere sociale, demolendo la concezione gerarchica del censo feudale (chierici, nobili e servi). La realtà urbana è pronta per rappresentare il futuro dell'Europa medioevale: con le prime università la città diventa il luogo deputato alla diffusione della cultura.
Perchè, a fronte di tutti questi fermenti civici, l'età moderna è solita, con un luogo comune storiografico molto radicato, giudicare oscurantista il Medioevo? La risposta potrebbe stare nell' insopprimibile esigenza di razionalità dell'evo moderno e nella sua irrevocabile dipendenza dal progresso materiale. La modernità ritiene infatti che anche la moralità e la spiritualità, per essere "luminose", devono restare fuori da gabbie dogmatiche. Forse, però, la pretesa moderna di criticare ogni principio dipende da una cultura molto attenta ad aspetti esteriori ma poco incline ad accettare il fatto che la ricerca di un ordine -terreno- o di una verità -ultraterrena- non può mai prescindere dalle proprie convinzioni e dalla propria fede.

 

Alla ricerca del Medioevo, Jaques Le Goff, Laterza 2003
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Davide - bibliotecario
#argomentodelmese

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