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Davide Rondoni

Percorsi Filosofia/arte/letteratura/musica

Un ciclo di incontri dedicati alle diverse forme di sapere che si intrecciano in modi inediti nella cultura contemporanea: la filosofia, la letteratura, la poesia, la musica. La finalità è di far dialogare questi saperi creando percorsi inediti in grado di rappresentare ed esprimere la complessità del mondo contemporaneo, che disorienta i vissuti personali. Il carattere originale che lega gli incontri è l’obiettivo di non fornire semplici riflessioni dedicate a descrivere il tempo presente, ma di osservare un approccio artistico, creativo, che sia legato all’esperienza e dunque coinvolga imprescindibilmente la dimensione estetica.

In questo senso, la poesia di Davide Rondoni e i percorsi letterari di Vincenzo Guarracino verranno accompagnati da performance musicali eseguite dal gruppo FivePlusOne, che cercherà di creare una sintonia musicale con l’espressività poetica e letteraria.
Silvano Petrosino aprirà la rassegna parlando significativamente di due sapienze (il riferimento è al testo Emmanuel Levinas: "Le due sapienze", Feltrinelli 2017) che si muovono più o meno esplicitamente nel panorama culturale contemporaneo e richiamano con identica forza di coinvolgimento la ragione e la volontà, il sapere e la fede, la filosofia e la religione.
Non lontano da questa prospettiva, il letterato Vincenzo Guarracino e il filosofo Fabio Gabrielli propongono una descrizione dei significati che diamo al gesto del vedere (“Gli occhi non sono fatti per vedere ma per piangere”), legato sia al tema della riflessione, che da sempre indentifica l’attività concettuale al vedere chiaro e distinto, sia al linguaggio oscuro e profondo delle emozioni.
L’attività del poeta, rappresentata dall’opera di Davide Rondoni, cerca di far sorgere da queste emozioni una parola che le rappresenti senza tradirle. Una parola sempre più difficile da dire ma che, nonostante tutto, dobbiamo pronunciare. Ma il titolo di quest’ultimo intervento, “Parole malgrado tutto”, richiama anche le tragiche esperienze vissute nelle zone terremotate. Infatti questa manifestazione è idealmente legata al Filofest di Amandola, che negli anni scorsi è passato anche per Piacenza, proprio alla biblioteca Passerini-Landi, e oggi, a causa del terremoto, è rimasto senza le strutture necessarie dove svolgere la manifestazione. In questo senso, la rassegna alla biblioteca Passerini Landi si unisce ad altre iniziative nate per continuare il percorso del Filofest, come quella che ha preso avvio a S. Fermo della Battaglia (Como).
Il filo che lega queste iniziative è la riflessione sulla precarietà dell’esistenza e sulle forme che deve prendere la resistenza umana di fronte alle condizioni estreme che sempre più spesso ci mettono alla prova. Viviamo un tempo, ha scritto W. Benjamin, di inedita povertà dell’esperienza, che tuttavia per l’uomo moderno diventa un’occasione, in quanto «è indotto a ricominciare da capo, a iniziare dal Nuovo; a farcela con il poco (…) Poiché dappertutto vede vie, egli stesso sta sempre ad un incrocio. Nessun attimo può sapere cosa il prossimo reca con sé. L’esistente lui lo manda in rovina non per amore delle rovine, ma per la via che vi passa attraverso».

 


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