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Verdi in Biblioteca

2.0
Esposizione di manoscritti, lettere e fotografie che raccontano le relazioni quotidiane di Giuseppe Verdi con i famigliari, gli amici e i collaboratori. La mostra è visitabile durante gli orari d'apertura della sede centrale. Salone Monumentale - Corridoio verdiano, primo piano, Biblioteca Passerini-Landi.


I documenti esposti, concentrati nello spazio appositamente allestito, si propongono di trasmettere stimolanti suggestioni sul legame tra il nostro territorio e il Maestro.
I pannelli raccontano di Verdi innovatore in agricoltura, attraverso la ricostruzione della strategia dispiegata dal Maestro nella costituzione dei propri fondi agricoli e nella loro gestione in linea con le più aggiornate tecniche, appassionato e sanguigno nell'intrattenere i rapporti che caratterizzarono la vita privata, quella pubblica e professionale, traendo spunti dalle lettere a familiari, amici e collaboratori.


All'attenzione dei visitatori si pongono alcuni autografi che aprono un interessante spiraglio sulle relazioni piacentine di Giuseppe Verdi: col 'mitico' calzolaio Giovanni Zaffignani e con un Fioruzzi (tra i membri di quella famiglia Carlo fu suo avvocato ed è attestata la corrispondenza con Emilio, Attilio ed Ettore con i quali era in affari). Il Registro dei visitatori del Circolo Musicale Piacentino, da lui firmato nel 1891, attesta uno dei suoi frequenti passaggi in città. Di quel Circolo di filolirici e dei suoi appassionati e fedeli ammiratori gli venne offerta la Presidenza onoraria per la quale ringraziò con una lettera che ci è rimasta, conservata con venerazione.


Trovano posto nella selettiva esposizione due preziosi cimeli: la maschera funebre e il calco della mano del Maestro, donati al nostro Teatro dalla signora Rachele Gatti, vedova del librettista Luigi Illica cui appartennero.
Alcuni manifesti e locandine attestano rappresentazioni di opere verdiane al nostro Municipale, segno di una costante fedeltà. Delle 27 opere verdiane, 24 vi sono state rappresentate, in genere a breve distanza dalla prima assoluta, e sono state poi ripetutamente replicate sino ai giorni nostri, spesso a sottolineare eventi importanti con ospiti, direttori, interpreti, registi e scenografi d'eccezione. È inoltre presentato al pubblico un costume di Rigoletto, appartenuto al baritono piacentino Piero Campolonghi, che esordì in città proprio in quel ruolo il 31 gennaio 1940; in quella circostanza gli venne offerta dall'Unione Fascista Famiglie Numerose la stampa dell'opera integrale per canto e pianoforte.


La foto, inserita tra le pagine di dedica dell'esemplare, mostra il Campolonghi in un abito di scena che non è quello esposto; è possibile sia invece quello utilizzato allorché egli cantò nelle vesti di Rigoletto durante la tournée messicana del 1952 ed interpretò – insieme a Maria Callas e a Giuseppe Di Stefano – anche Tosca, La Traviata, Lucia di Lammermoor e I Puritani.

Spazio dedicato al Maestro nell'aprile del 2015.

Scarica il dépliant in formato PDF per conoscere tutte le tappe dell'itinerario.

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